Progettare la messa in sicurezza di un tetto

Progettare la messa in sicurezza di un tetto, quando è dovuta?

La messa in sicurezza di un tetto nei confronti del pericolo di caduta dall’alto per chi vi si trova ad operare a vario titolo è un aspetto che fino a poco tempo fa non veniva minimamente preso in seria considerazione da chi si ritrova a dover mandare una terza persona a compiere su coperture esposte al rischio caduta interventi di ordinaria manutenzione. Si ricordi però che la prima norma per la prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro risale al 1955, il problema è stato e lo è in parte tuttora la completa disattenzione nell’applicazione anche minima dei principi di tutela del lavoratore.

Il problema veniva e tutt’oggi, in molti casi, avviene ancora risolto con la semplice considerazione che poiché si tratta di semplici interventi, richiedenti poco tempo, il pericolo non sussiste o meglio non può interessare persone che giornalmente affrontavano questo rischio.

Niente di più sbagliato! L’incidente, più o meno gravoso, può accadere in qualsiasi momento, per qualsiasi motivo ed è sufficiente un istante per compromettere la propria ed altrui vita. È ovviamente un problema legato strettamente ad un mancanza di cultura della sicurezza.

La messa in sicurezza di un tetto, oggi dovuta per legge in alcuni casi specifici ma non in maniera uniforme in tutta Italia, dovrebbe essere una esigenza di ogni proprietario di immobili o responsabile dell’accesso alle coperture (condomini, siti industriali, ecc… ). Ciò che a molti sfugge è il fatto che in caso di incidente non si rileva solamente il danno alla persona caduta ma anche e soprattutto la responsabilità civile di chi ha ordinato quell’intervento. Sul tema delle responsabilità civili apriremo successivamente un’ampia discussione.

A chi rivolgersi?

A seguito dei primi interventi legislativi in materia è nato un nuovo mercato avente per oggetto la commercializzazione di sistemi e dispositivi di ancoraggio contro le cadute dall’alto. Sono nate molte aziende produttrici di dispositivi di ancoraggio e parallelamente si sono specializzati molti tecnici professionisti. Purtroppo non tutti sono cresciuti di pari livello e si creato un mercato del caos con operatori spregiudicati in possesso sempre della soluzione migliore.

Il committente che volesse mettere in sicurezza la propria copertura dovrebbe innanzitutto rivolgersi ad un tecnico specializzato in possesso delle giuste referenze al quale demandare la propria fiducia. Il passo successivo è quello di rivolgersi ad una seria ditta specializzata nella produzione e commercializzazione di dispositivi di ancoraggio. Non tutte sono uguali; la differenza oltre che nella gamma dei prodotti a disposizione è fatta sicuramente dalla disponibilità a trovare soluzioni personalizzate in quanto, purtroppo, la realtà edilizia italiana è molto frastagliata e singolare; ogni copertura è per certi versi sempre un caso singolare. Non solo, ma la differenza sostanziale fra un’azienda ed un’altra è fatta anche dai dati che la stessa mette a disposizione per l’utente progettista al fine di aiutarlo nella progettazione. Molte aziende non mettono a disposizione i dati necessari nascondendosi dietro la scusa della riservatezza dei risultati ottenuti. Niente di più falso. Le aziende serie non hanno nulla da nascondere anzi sono fiere di pubblicare i propri risultati in modo da rendere trasparente il proprio operato. Ancor più serie sono tutte quelle aziende che hanno affidato la certificazione di rispondenza dei propri prodotti alle norme di settore ( UNI EN 795, UNI 11578) a ditte terze specializzare nell’esecuzione di prove sui materiali ed hanno implementato un controllo di qualità sul proprio processo di fabbrica. Il passo conclusivo è quello di ricercare un operatore qualificato in grado di eseguire il lavoro di montaggio dei dispositivi di ancoraggio previsti secondo le indicazioni fornite dal professionista incaricato.